Il vagabondo delle stelle

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Ho sempre avuto, nel corso della mia intera esistenza, la netta sensazione di aver vissuto in altri tempi e in altri luoghi, di aver addirittura ospitato in me altre persone. Ma credimi, lo stesso vale per te che leggerai queste righe: torna con la mente alla tua fanciullezza, e rivivrai come tua l’esperienza di cui parlo. Eri, allora, qualcosa di instabile, di non ancora cristallizzato, eri un’anima in mutamento, una coscienza e un’identità che si andavano formando e che nel formarsi apprendevano anche a dimenticare.
Hai dimenticato molto caro lettore, eppure, nel leggere queste pagine, ti si pareranno davanti visioni d’altri tempi, di altri luoghi su cui si soffermo’ il tuo sguardo di bambino e che oggi ti sembrano sogni. E tuttavia, ammesso che fossero sogni, da dove traevano la loro sostanza? I sogni sono un fantastico impasto di cose a noi note, è dalle nostre esperienze che traggono il loro contenuto. Quand’eri piccolo, hai sognato di cadere da grandi altezze, di volare come fanno le creature alate, di essere atterrito da ragni striscianti. Ebbene, queste visioni infantili erano segni di altri mondi, di altre vite, di cose che nella tua vita reale non avevi mai visto. Da dove venivano? Forse, quando sarai giunto in fondo al mio racconto troverai risposta a queste domande.

Il vagabondo delle stelle (J. London)

 

 

 

 

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