Se ti chiami Wertmuller

Ma quanto ci piace la cultura? Siamo o non siamo, noi, italiani, questo paese, l’Italia, culla di civiltà classiche che ci rendono ricchi?

Non siamo quelli che diciamo sempre che la cultura è il vero patrimonio di questo paese, delle regioni, delle città, dei borghi?

La cultura tutta: arte, teatro, letteratura, cinema, cibo.

Poi accade che leggi una cosa come questa, e ti prende la tristezza.

Pensi: ma come funziona? E sì che lo sai anche tu, come funziona.

Funziona male, funziona che se ti chiami Massimo Wertmuller, con una carriera cinematografica e teatrale di tutto rispetto, devi fare il provino per tre pose e la risposta…. beh, la risposta leggetevela voi, sta qui, nelle parole che l’attore ha scritto oggi su suo profilo facebook.

Tristezza.

Scusate il disturbo, volevo raccontarvi una storia personale ma non troppo. Lo faccio qui su facebook perchè deve poter valere anche un po’ come denuncia. Però io non ce la faccio più, con qualcuno ne devo parlare, a qualcuno glielo devo dire. Volevo parlarvi un minuto del mio lavoro.Dunque, oggi, nel mio ambiente, se non ti rendi disponibile per un provino diventi un fuorilegge. Anche se hai l’età mia, che non è quella di Matusalemme, ahò, ma che è quella comunque di chi fa questo mestiere da 44 anni, sei costretto a ricordare di te, a riproporti. Una incombenza, questa, che un edicolante e un ingegnere non hanno. Ma comunque, io la trovo pure una via giusta, e doverosa, da parte di un regista, per vedere se quell’attore è giusto in quel personaggio che lui ha sempre avuto in testa. E qui , però, già cominciano i guai, perchè grazie soprattutto al “reference system”, in realtà chi porta ,assieme al suo nome, più lavoro fatto, più premi, più nomination, lavora più di quello che magari per quel personaggio era più giusto. Lo dico per quelli che non sono addetti, lo so che gli addetti lo sanno. Dispiace, anche perchè non solo non esiste ,in realtà, alcun nome che fa fare le file di sacchi a pelo ,dalla notte prima della prima, davanti a nessun cinema, ma anche perchè in altri paesi vedi facce bellissime e attori sconosciuti, bravissimi, impegnati magari in meravigliose fiction televisive. E, anche se questa legge del “reference system” oggi è meno attiva, comunque ha fatto disastri incalcolabili. Una legge elitaria, che è stata pure voluta dalla sinistra eh….Ma vengo umilmente a me….Mi chiamano per l’opera prima di un regista che non avrebbe manco l’età del figlio che non ho mai avuto. E già non mi dicono, però, non solo che non sono per niente ancora stato scelto, e io invece da quando entro nell’ufficio mi comporto come uno scritturato, facendo già la mia bella figura, ma manco che avrei dovuto leggere una scena con lui. Quindi, dopo aver capito che era un vero e proprio provino, una parte dell’incontro si è passata a cercare qualcuno che avesse un paio di occhiali da prestarmi, anche perchè la prima mia lettura sembrava fatta da un cyborg. Sono entrato in quell’ufficio come uno scritturato, e me ne vado invece sapendo di dover attendere una risposta. E stiamo parlando di un ruolo divertente, bello, ma piccolo, da tre , quattro pose. Oggi arriva questa sentenza: ” Massimo, se il protagonista giovane del film che viene scelto è quello con un certo nome, il personaggio puoi farlo tu, se invece quello che viene scelto è quello con meno nome devono trovare per il tuo ruolo un attore più famoso di te…”. Testuale. Hai capito sì? 44 anni di lavoro, ma un curriculum cominciato con Ettore Scola, Gigi Magni, Giuseppe Patroni Griffi, Antonello Falqui e tanti altri magnifici nomi, oggi non mi serve quasi a niente….Certo, se non avessi avuto appunto le mie conferme sul fatto che questo mestiere avrei anche potuto farlo, ne avrei scelto subito un altro, ma per me ha scelto la vita. Comunque, non passa giorno che io non mi chieda, mi dovete credere, in relazione a certi traguardi odierni che io mi aspettavo di raggiungere, e senza lamentarmi di una carriera che invece credo bellissima, dove ho sbagliato io. Ma per quanto me lo chieda non trovo tutti questi errori, devo essere sincero. Ne trovo invece in un sistema che è difficile da sovvertire. Fa parte endemica, ormai, di un comportamento acquisito. Lo stesso poi che fa fare una foto, o un selfie, assieme a un attore di un cinepanettone invece che con un attore che ha interpretato con successo un Amleto in un teatro pieno. Lo stesso che fa passare sotto silenzio i premi della Biennale di Venezia per il teatro, a fronte del baccano per quelli al cinema. Ma quello che dico io, e tutto quello che dico lo dico per tanti altri colleghi, è che almeno il meccanismo sia giusto. Non è possibile che questo mestiere abbia così la memoria corta, sia così distratto e irriconoscente. Questa mancanza di considerazione che in troppi casi esiste per l’esperienza, i curricula, il merito e il talento. Non sempre agisce così, per fortuna, il meccanismo, e quando vedi un bravo attore o una brava attrice che hanno successo , che sono giusti per quel ruolo che ricoprono, ti si apre il cuore e sei orgoglioso del tuo lavoro. Ma in generale funziona male. Troppo, davvero troppo figlio, questo lavoro, dell’occasione giusta, della furbizia, del sapersi proporre, delle conoscenze, dei posti giusti….Ecco, insomma, non ce la facevo più a tenermelo per me, perchè comunque c’è sempre troppo silenzio attorno a una questione sofferta da tante attrici e attori, rispetto a poche e pochi, e che nessuna associazione, sindacato, unione, sembra poter mai scalfire…Ah, poi, se qualcuno mi viene ancora a dire ” ma se uno è bravo lavora sempre…” gli parto proprio de capoccia eh….

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