“… devo rassegnarmi a non vederla più”. Chiudi il libro, lo appoggi sul comodino, pensi che è finita e ti senti ovattata in una malinconia silenziosa. Alle tue spalle c’è il fondale di un palcoscenico in bianco e nero che riproduce la gigantografia di un rione e due donne che parlano fitto, di profilo, e... Continua a leggere →