L’AMORE E’ IL CUORE DI TUTTE LE COSE

andreLettera a D. (Storia di un amore): André e Dorinne

Dopo la storia di Majakovskij e Lili Brik, anche questa storia termina con un suicidio: dunque l’amore che anima le esistenze è destinato ad essere tragico? NO, perché prima dell’atto estremo, quella vita e quella storia hanno avuto un percorso e quindi vita. Hanno dato ispirazione, coraggio, condivisione, gioia e dolore . Quindi vita. Hanno reso quelle esistenze eccezionali. Quindi vita. Hanno dato perfino alla morte un senso. Quindi, vita.

gorzLettera a D. è un piccolo libro pubblicato da Sellerio in cui il filosofo contemporaneo Andrè Gorz (uno dei profeti del Maggio francese) ripercorre il lungo legame con la moglie Dorinne, per riconoscere all’amore il primato di sostanza e verità. Dunque, vita.
Andrè è morto suicida nel 2007 insieme alla moglie Dorine, affetta da malattia degenerativa, e Lettera a D. è la sua ultima opera:

“Hai appena compiuto ottantadue anni. Sei sempre bella, elegante e desiderabile. Sono cinquantotto anni che viviamo insieme e ti amo più che mai. Recentemente mi sono innamorato di te un’altra volta e porto di nuovo in me un vuoto divorante che solo il tuo corpo stretto contro il mio riempie. La notte vedo talvolta la figura di un uomo che su una strada vuota e in un paesaggio deserto, cammina dietro un carro funebre. Sei tu che il carro trasporta. Non voglio ricevere un vaso con le tue ceneri (…) Spio il tuo respiro, la mia mano ti sfiora. Ci siamo spesso detti che se per assurdo avessimo una seconda vita, vorremmo trascorrerla insieme. (21 marzo-6 giugno 2006)

L’amore è il cuore di tutte le cose

1496880_659680994088174_615754500_nSTORIA DI VLADIMIR E LILI

Vladimir Majakovskij e Lili Brik si conoscono nel 1915; si innamorano, ma lei è sposata al suo Osip e non cade mai nella tentazione di tradirlo. Majakoskij fu così “adottato” dai coniugi Brik e decisero di convivere in un appartamento con stanze separate, uniti da legami diversi, ma nutrendo affetto e stima nei confronti dell’altro. Osip divenne il suo editore e Lili continuò a essere la sua musa ispiratrice.
Per quindici anni si scambiarono lettere, telegrammi, biglietti, impregnati di un amore costante. Ci furono litigi e dolori, crisi e separazioni, nuovi amori e relazioni parallele sorrette da un patto: il giorno potevano dedicarlo alle nuove amicizie, ma la notte apparteneva a loro.
Dal 1923 il poeta attraversò numerose crisi depressive e l’inquietudine veniva accentuata dalla lontananza emotiva di Lili, lei non ricambiò mai i sentimenti nel modo in cui avrebbe desiderato quel “Cucciolo” disperato.
Il 14 Aprile 1930 Majakovskji si tolse la vita.
Risale al Febbraio del 1923 una tra le più belle lettere d’amore di Majakovskij:

Vladimir Majakovskij a Lili Brik – lettera/diario mai spedita
“Io ti amo, ti amo nonostante tutto e grazie a tutto, ti ho amato, ti amo e ti amerò, sia tu dura con me o gentile, mia o di un altro. Comunque, ti amerò. Amen.
E’ ridicolo scrivere queste cose, le sai da sola.
Qui avrei voglia di scrivere moltissimo. Mi sono appositamente lasciato un giorno per pensare con precisione. Ma questa mattina ho come l’insopportabile sensazione che per te tutto questo sia inutile. Soltanto il desiderio di mettere ordine tra i miei pensieri mi ha spinto a buttar giù queste righe. E’ poco probabile che un giorno tu legga quello che è stato scritto in queste pagine. E’ bene, quindi, che ne convenga per tempo. E’ una pena che nei giorni in cui volevo essere forte per te, persino al mattino si sia fatta sentire questa infinita sofferenza. Se non avrò il più completo controllo su me stesso – non mi metterò più a scrivere.

Di nuovo parliamo del mio amore. Della famigerata attività. Per me nell’amore si esaurisce forse tutto? Tutto, solo in un altro modo. L’amore è la vita, è la cosa principale. Dall’amore di dispiegano i versi, e le azioni, e tutto il resto. L’amore è il cuore di tutte le cose. Se il cuore interrompe il suo lavoro, anche tutto il resto si atrofizza, diventa superfluo, inutile. Ma se funziona, non può non manifestarsi in ogni cosa. (Mosca,Febbraio 1923)

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