Il primo lettore non si scorda mai

Per chi deve faticare a far camminare una storia ovvio che il dialogo con i lettori è vitale.

Sono rimasta piacevolmente sorpresa dal fatto che soltanto giovedì ho fatto la prima presentazione ufficiale del romanzo Le mani in tasca e nel fine settimana mi sono arrivati i primi riscontri.

Li metto qui, nell’archivio dei cassetti virtuali, e umilmente ringrazio.

Antonio G.

Bologna, stazione 2 agosto 1980 ore 10,25. “……appartengo ad una generazione cresciuta con la guerra e il fascismo:pensavamo di aver visto già tutto, di aver superato il peggio, credevamo di essere entrati nella storia nuova.Invece non è stato così. Ho perso un figlio, ma se perdessi anche la speranza, sarebbe la morte definitiva, non solo mia, ma quella di tutti…..”È una delle pagine finali del nuovo romanzo di Daniela Grandinetti: Le mani in tasca. La scrittrice lametina ha la capacità di raccontare i sentimenti dell’universo femminile come pochi. È un libro bellissimo, che mi ha coinvolto anche emotivamente pagina dopo pagina.

Flora M.

Questa notte ho finito di leggere il tuo nuovo romanzo, anzi più che leggerlo l’ho divorato (mi ripropongo infatti di rileggerlo con più calma) Mi avevi già anticipato che era del tutto diverso dal precedente “La malasorte” ma la storia di Oriana e Dario non è meno bella di quella di Cosma. Che dirti? Mi sono immedesimata in questi due personaggi e sono tornata indietro nel tempo di 50 anni. Il periodo da te trattato io l’ho vissuto in pieno ai tempi del liceo. Fine anni 60 e inizio anni 70, come si fanno a dimenticare? Tutti eravamo un po’ Oriana, tutti sentivamo il desiderio di giustizia, tutti abbiamo rischiato di essere coinvolti in cose più grandi di noi. Ma il personaggio che più mi ha intenerito è stato quello di Dario. Un ragazzo dolce, impacciato, che dà un po’ sui nervi per la sua troppa timidezza ma che sa amare con una passione ed una totalità di sentimenti che lasciano senza parole. Non so bene descriverti i sentimenti che ha fatto scaturire in me la lettura di questo libro. So solo che a distanza di due giorni, da quando ho finito di leggere l’ultima pagina , la mia mente è ancora là con Dario e Oriana.

Angela G.

Ieri sera ho finito il tuo libro. Letto in fretta perché m è piaciuto moltissimo. Niente a che vedere con La malasorte. Questo è davvero grande, bellissimo, ti scrivo più a lungo domani ma questo volevo dirtelo subito. Bravissima!

Pronti a salpare

 LE MANI IN TASCA

Ormeggiata nel porto sta ormai per salpare la nuova storia, quella di Oriana e Dario, due personaggi che vengono da molto lontano. Hanno viaggiato molto prima di approdare sulle pagine che proprio in queste ore stanno per essere stampate e rilegate in una copertina bellissima nel nuovo romanzo dal titolo Le mani in tasca.

C’è sempre un po’ di timore quando esce un libro, almeno per chi, come me, ne avverte tutta la responsabilità: un libro è fatto per il cinquanta per cento dallo scrittore o scrittrice e l’altro cinquanta per cento da chi lo legge, in perfetta parità, l’uno non esisterebbe senza l’altro.

Il romanzo comincerà a conoscere luoghi e persone, io vorrei che volasse da solo, ma sappiamo non è possibile. Oggi se vuoi che la tua storia arrivi devi muoverti, andare, fissare incontri, girare.

Tutto ciò è quasi contro la mia natura, ma lo farò convinta, proprio per quel senso di responsabilità di cui sopra: perché dentro non c’è soltanto la mia fatica, il mio tempo, la mia dedizione. C’è anche il lavoro di altre persone che lo scelgono, lo leggono, lo correggono, lo stampano, lo mettono in vendita, lo fanno arrivare ai librai e alle libraie. Pensateci, quando spendete quei pochi euro che vi regalano una storia, bella o brutta che sia, perché spesso ce ne dimentichiamo una volta che abbiamo quell’oggetto in mano.

Sono inoltre felice di pubblicare con Augh! Edizioni, una casa editrice indipendente, giovane, con una squadra motivata, sarò responsabile anche per loro e spero di contribuire alla loro crescita, a me piace il gioco di squadra e da adesso in poi ne farò parte.

Accadrà un’altra cosa insolita: io non andrò in giro soltanto con e per il mio libro, ma laddove possibile porterò con me e parlerò anche di altri libri che sono affini al tema del mio romanzo: libri bellissimi, che raccontano un pezzo di storia di questo paese che forse nessun libro di storia racconterà mai, visto che la verità mai la sapremo nell’oggettività dei fatti, pur conoscendola.

Andrò in giro con questi libri (in ordine sparso):

Il passato davanti  a noi di Bruno Arpaia, e sempre dello stesso autore Il fantasma dei fatti (Guanda)

L’odore acido di quei giorni, di Paolo Grugni, e sempre dello stesso autore Pura razza bastarda (Laurana)

Nero Ananas di Valerio Aiolli (Voland)

Il brigatista di Antonio Iovane (Minimum fax)

A schema libero,  Lou Palanca (Rubbettino)

Perché? Per fare pubblicità ad altri autori?

Se state pensando questo siete nel posto sbagliato, questo lo dite, se mai, voi.

Non io.

C’è sempre una sorta di malinconia quando ti separi da qualcosa di tuo che non ti apparterrà più, tuttavia buon viaggio Oriana, buon viaggio Dario.

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