6 dicembre

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Grande Coleottero

In ogni consiglio di classe c’è sempre (o quasi) il grande coleottero (o la grande coleottera) ovvero quegli insegnanti coriacei che si sono dati la missione di essere impermeabili. Questi sono personaggi che spesso usano un linguaggio impeccabile (in quelle sedi, fuori stentereste a riconoscerli) e hanno modi di fare ineccepibili. In una parola hanno corazze che al confronto lo scudo di Goldrake era plastilina allo stato liquido. Ma. Attenzione. Sono pericolosi.
Di solito questi grandi coleotteri – per motivi che esulano dalla nostra analisi perché in gran parte attengono alla sfera personale – odiano i ragazzi su una scala che va da uno a dieci: più sono ambiziosi e frustrati, più li odiano. Agiscono in sordina e se prendono di mira qualcuno – di solito quelli più facilmente attaccabili – la preda è loro. Una volta che li hanno catturati, sventolano poi il regolamento (che conoscono a memoria) e nove volte su dieci hanno la meglio.

Ne incontrai uno particolarmente coriaceo qualche anno fa in un istituto di Firenze. Era a livelli patologici.
Il ragazzo che aveva preso di mira era un rumeno biondino con gli occhi azzurri, molto arrogante. Era in una prima di una classe di indirizzo meccanico di un professionale.
A me fanno sorridere quelli che dicono che non siamo psicologi o assistenti sociali (ma se è per questo neanche maghi).
Insegnare valutare documentare. Documentare insegnare valutare. Il resto non è di nostra pertinenza.
Quando però insegni in istituti professionali impari una cosa che è oggettivamente molto diversa dai percorsi liceali: qui se un ragazzo non è all’altezza gli consigli di cambiare scuola. Nei professionali, e ormai anche in certi tecnici, dopo la scuola bisogna sapere che per molti c’è la strada. C’è chi non sente questa responsabilità, chi si ritiene abbastanza professionista da non lasciarsi coinvolgere. I grandi coleotteri appartengono a questa categoria di pensiero.

Nel caso di quel ragazzino rumeno che chiameremo Bastian Contrario la storia era: madre sfuggita a un padre violento, approda in Italia per lavorare lasciando il figlio alla nonna. Appena le condizioni lo permettono il figlio la raggiunge in Italia, ma la madre intanto ha trovato un compagno e ci fa una figlia. Ebbene, anche quel compagno beve, non ha un lavoro e all’occorrenza alza volentieri le mani. Bastian Contrario pare si prenda cura della sorella con attenzione amorevole (riferiscono fonti testimoniali) ma a scuola è agitatissimo. Che, voi non sareste neanche un po’ incazzati? Lui lo era e parecchio.

Nei casi di Bastian Contrario, se non si lavora sulla motivazione è una battaglia persa, non ci sono sospensioni, nozioni, provvedimenti disciplinari che tengano. Occorre una grande coesione del consiglio di classe, un indirizzo e delle strategie comuni e spesso si trovano.
Senonché arriva il grande coleottero e dove voi aggiustate quello rompe, perché provocherà la reazione che desidera fino all’estremo, perché lui quello in classe non ce lo vuole, ma soprattutto perché lui deve avere sempre ragione.

Una volta il mio esimio collega fiorentino, senza che Bastian Contrario proferisse parola, entrato in classe gli intimò di uscire. Lo mise dritto davanti alla porta per tutta l’ora e lì lo tenne. La volta dopo, quando ci riprovò, Bastian Contrario lo mandò a fanculo direttamente.

Quell’anno perdemmo Bastian Contrario, perché a norma di regolamento l’esimio collega tanto fece che alla fine ebbe la meglio, e non poteva essere diversamente.
In quel caso – va detto – c’era una grande dirigente, una donna di rara preparazione e sensibilità, eppure neanche lei bastò a frenare gli istinti del collega.

Immaginate i grandi coleotteri in presenza di dirigenti che pensano che il regolamento sia la Bibbia della scuola, se li incontrano fanno bingo, e per quanto dieci insegnanti facciano quadrato, pungoleranno i Bastian Contrari fino ad ottenere la reazione che desiderano.
E quando questa arriva BANG: sventolano i loro preziosi fogli al grido dell’art. x del comma x del regolamento disciplinare. Fanno tana come a nascondino insomma.

Così, per quanto i Bastian Contrari siano faticosi, ma faticosi da farvi dire ma chi me lo fa fare….. i grandi coleotteri lo sono di più. Faticosi e fastidiosi.
Loro svolazzano tra i corridoi, sibilando cose tipo
“Sai che ha fatto oggi C.?”
“Ve l’avevo detto che V. è un delinquente!”
“Non è ammissibile farsi mettere i piedi in testa”
Tu sei lì che fai finta di ascoltare e vorresti dire che è a lui/lei che metteresti volentieri la testa sotto i piedi, là dove dovrebbe stare…. ma devi stare attenta. Tacere.
shshsh….. attenta, iIl nemico ti ascolta.

Intanto Bastian Contrario chissà dove sarà. Ogni anno ce n’è uno, dieci, cento, mille. Non si sa che fine facciano.

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