BENVENUTO MIMMO LUCANO a Lamezia

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Io non sono nata per unirmi a chi odia, ma a chi ama
Antigone, Sofocle

Mimmo Lucano è stato ospite a Lamezia nel novembre 2018, un incontro che ha visto la partecipazione di centinaia di persone, organizzato dall’associazione Graziella Riga.

Mimmo sarà con noi Martedì 5 novembre presso il punto incontro di Rosario Piccioni Sindaco

Perché Mimmo Lucano? Qualcuno ha detto che in campagna elettorale potrebbe essere dannoso perché divisivo: ma noi non abbiamo avuto dubbi. Bisogna avere il coraggio di dire da che parte stare e Mimmo Lucano è ormai simbolo di una parte considerevole d’Italia che è contro la cultura dell’odio. Di lui si sa già tutto: era un personaggio noto prima delle sue vicende personali per quello che ha realizzato, lo è stato negli ultimi mesi per quello che è accaduto a Riace: conteso da nord a sud per presenziare a manifestazioni ufficiali, per conferirgli riconoscimenti, cittadinanze onorarie, stasera, domenica 3, sarà ospite in tv da Fazio a Che tempo che fa.

Io sono stata a Riace un paio di anni fa con un gruppo  di amici e ho trascorso con Lucano un’intera giornata. In quell’occasione ho avuto modo non solo di vedere i luoghi, di visitare le botteghe, di sedermi a una tavola, di toccare con mano tutti i progetti in essere in quel piccolo borgo dove prima non c’era niente, ma ho incontrato un uomo che ha toccato nel profondo la sensibilità di quel manipolo di amici, tanto che prima di andar via uno di noi gli ha rivolto queste parole: negli anni Settanta la nostra generazione ha sognato l’utopia, tu l’hai realizzata.

Quando abbiamo pensato a un’iniziativa pubblica con Mimmo Lucano in questa città che tutti sappiamo versa in un uno stato di abbandono e ha costretto all’immobilità, relegandoci a un ruolo di città muta e annichilita dopo tre scioglimenti e un commissariamento che ha prodotto quello che è sotto gli occhi di tutti, abbiamo deciso di agire: mi piace ricordare la manifestazione del 6 ottobre dello scorso anno a Riace, quando Mimmo era agli arresti domiciliari, chi c’era sa di cosa parlo: quella corrente di energia che passa da corpo a corpo rendendo ciascuno la parte di una catena forte, inattaccabile. Sentirsi un corpo unico pur nelle sue parti diverse. Quel giorno c’erano bandiere di diverse appartenenze, c’erano cittadini “normali”, c’erano scout in divisa, anziani, bambini, giovani e meno giovani che provenivano da ogni parte d’Italia. Quando abbiamo visto il fiume umano riversato per le stradine del borgo ripreso dall’alto e ci hanno confermato che eravamo più di seimila, io ho pensato – perdonate – che quello fosse un miracolo e mi sono sentita parte di quel miracolo, un’emozione fortissima che non provavo da così tanto di quel tempo da averla dimenticata.

Perché accade che ovunque Mimmo Lucano compia questo miracolo che, diciamolo pure, non riesce più a nessuno?

Perché Mimmo Lucano non ha appartenenza, è un uomo libero – pur nelle sue convinzioni e nella sua storia politica – che incarna ciò che oggi rischiamo di perdere: quella visione della società e del mondo in cui il messaggio universale di solidarietà e apertura si stagliano netti, chiari e forti. Valori messi sotto duro attacco in questo momento particolare della storia non solo italiana. Mimmo Lucano unisce una sinistra frammentata e rappresenta quel sogno (che lui ha realizzato e qualcun altro frantumato) che non è scomparso, se quel giorno eravamo migliaia.

Mimmo Lucano rappresenta il volto migliore della Calabria in Italia e nel mondo, quella che non vuole arrendersi, quella che è stanca di essere ai margini di una politica che dimentica i bisogni degli esseri umani, tutti gli esseri umani. Ha ridato vita a un borgo abbandonato come lo sono centinaia di paesi nelle nostre montagne in un’area ad alta densità mafiosa. Ha creato un modello di integrazione, non di assistenza, ma di accoglienza vera.

Ecco dove sta la sua forza, che diventa anche la nostra forza. Quel 6 ottobre ne è stata la prova, come lo sono state tutte le manifestazioni che in Italia si sono svolte numerose ovunque.

Con Mimmo Lucano diremo che sono chiari i modelli della città che vogliamo, senza reticenze o timori, onorati e felici di averlo con noi, sì felici di poter avere con noi il sorriso di quest’uomo: per dirgli che siamo con lui nella sua battaglia perché Riace – patrimonio dell’umanità – il cui esempio è stato seguito da altri comuni – deve tornare a vivere. Per la forza che ci trasmette nell’affermare: ci siamo anche noi, dobbiamo rimboccarci le maniche e metterci all’opera con l’impegno di tutti, abbandonare le nostre postazioni al pc o agli smartphone e guardarci in faccia. Riprenderci il senso della giustizia, della partecipazione, di quei valori che stiamo perdendo per strada e stanno riportando la società cosiddetta civile indietro di anni. L’odio e la destra hanno sempre radici nel disagio sociale manipolato, e la storia ce ne ha dimostrato il pericolo e le conseguenze.

Bisogna impegnarci tutti perché la politica nel senso autentico del termine, ritorni ad avere la sua dignità: Riace rappresenta valori in cui tutti dovremmo riconoscerci: solidarietà, accoglienza, integrazione, apertura all’altro, attenzione agli ultimi. In una parola: umanità, la stessa che vogliamo per Lamezia Terme.

Benvenuto Mimmo Lucano, grazie per il messaggio che insieme a Rosario Piccioni, a noi tutti candidati di Lamezia Bene Comune e Lamezia Insieme, contribuirai a dare con forza alla città di Lamezia alla vigilia di un voto importante.

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