Il bizzarro e l’ortodosso

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Ed eccoci a due libri di racconti, letti durante le vacanze: Adorata nemica mia di Marcela Serano e Dieci dicembre di George Saunders. Al primo sono arrivata per la mia passione per la letteratura femminile e già conoscevo l’autrice per Arrivederci piccole donne, libro che ho amato. Al secondo invece perché ne avevo letto molto, e sempre in maniera entusiastica, su blog e giornali.

Con mio rammarico i racconti della Serano non mi sono piaciuti, nonostante  la quarta di copertina recitasse “donne le cui voci e storie si imprimono a fuoco nella memoria dei lettori.” Una volta chiuso il libro a me non ne è rimasta neanche una. Racconti scritti benissimo, si sente il mestiere ma non il cuore, tutti costruiti attorno a idee che assomigliano più a stereotipi: gran parte sono casalinghe appartenenti alla ricca borghesia con la sindrome del nido vuoto. Non mancano le storie di violenze, non mancano i mariti violenti, non mancano le donne popolane che la rivoluzione l’hanno fatta cucendo bandiere. Insomma, tutto al proprio giusto posto, talmente giusto che è quasi irritante. Sembra un libro scritto su commissione, della serie parliamo di donne visto che se ne parla tanto. Peccato.

Il secondo invece ….. wow! Ho avuto le mie brave difficoltà nella lettura: è un libro per lettori forti, come vengono definiti quelli che leggono per salda abitudine. E Saunders è un fabbro con la scrittura: la piega a ogni esigenza sperimentando stili a seconda dell’ambientazione e del personaggio. Non c’è un racconto che somigli minimamente a un altro, si passa da laboratori dove si creano psicofarmaci, a sobborghi dove donne filippine penzolano dagli alberi per decorare il giardino, a figli che tornano dalla guerra, a famiglie normali. Il tutto scritto in uno stile bizzarro, a tratti scomposto, destrutturato, fino a essere in qualche caso complesso (ma chi l’ha detto che un libro deve essere facile? i capolavori quasi mai lo sono). Saunders  fa ridere, sorridere, commuovere, ovvero ci fa fare tutte quelle cose che un libro deve fare per viverci dentro. L’ultimo racconto Dieci dicembre, che dà il titolo al libro, vale da solo tutto lo sforzo: storia di un vecchio che salva un bambino che voleva salvare il vecchio: una delle cose più belle che abbia letto negli ultimi tempi, dopo averlo finito l’ho anche riletto!

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