
La porta si spalanca e si materializza una figura in controluce. Tutto si ferma, si trattengono i respiri. Tremano perfino i giusti, gli onesti, i puri: potrebbero essere incorsi in qualche ingenuo errore ed essere puniti.
Don Rodrigo è ovunque e questo lo rende insidioso e difficile da contrastare. Non è più il signore che vive nel suo palazzotto in cima alla collina circondato da brutta gente. Don Rodrigo si è disciolto in mille rivoli, insinuato nei gangli di qualsiasi piccolo e grande potere. Ci tiene in smacco. I suoi bravi non hanno più bisogno di un Griso che li comandi, hanno imparato come difendere il potere del loro signore e padrone. Non hanno bisogno di armi e spesso ne usano una dall’apparenza innocua ma in realtà micidiale: una penna, un pc, o uno smartphone. Sono i bravi più pericolosi, gli imprendibili.

Ma Don Rodrigo esiste perché esiste Don Abbondio. E anche Don Abbondio si è moltiplicato, migliaia di cloni, un esercito sistemato con cura nei punti strategici. Stanno in giacca e cravatta nei consigli di amministrazione delle banche, a dirigere aziende pubbliche e private, enti e partecipate, ma anche in uffici pubblici e scuole, rappresentano il cordone protettivo tra i grandi e piccoli poteri e noi.
Non si deve avere curriculum per diventare Don Abbondio, anzi. Lo scelgono nelle amministrazioni comunali, regionali, nazionali soltanto se ha fame di prestigio e buona dose di ambizione. Non sono cuor di leoni, ma vasi di terracotta costretti a viaggiare con molti vasi di ferro.
Forse noi che stiamo dall’altra parte del potere pensiamo di essere liberi, scriviamo il nostro post o il nostro tweet e sono ben 140 caratteri di libertà.
Don Rodrigo alle nostre spalle se la ride, una risata grassa. Sa di essere intoccabile. La spada che potrebbe ucciderlo è neutralizzata. Per questo è tanto più arrogante e pericoloso. A ogni risata di Don Rodrigo corrisponde uguale e simmetrica il sorriso di approvazione dell’esercito dei Don Abbondio.
Italiani brava gente, si dice. Infatti Don Abbondio a noi è simpatico.
E Don Rodrigo questo lo sa.
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