Quando chiedi alla luna

imagesAppena finito Chiedi alla luna mi sono chiesta cosa c’entrasse la luna con la storia, ma la domanda era inopportuna e mi serviva solo per distrarmi dalla sensazione che mi aveva lasciato la fine del romanzo, ovvero prendere Matt – il protagonista – sulle ginocchia e cullarlo, sorridendogli a modo mio.

Disturbante. Chiedi alla luna è un romanzo disturbante, di quelli che ti finiscono nello stomaco e poi lo stomaco ti bussa alla gola per uscire fuori. L’essere continuamente catapultati da un punto all’altro della storia, in un andirivieni di situazioni, fa l’effetto di essere schizofrenici.

Perfetto dunque, perché Matt “è” schizofrenico e perfino la grafica muta, è disarticolata,  come lo è il racconto,  come lo sono i pensieri. E a volte questo spaventa perfino, se ci entri dentro senza mantenere un distacco (cosa della quale io sono assolutamente incapace) ci finisci a mollo tutta intera, in quella schizofrenia.

Ci sono pensieri struggenti, dolcissimi e reazioni violente, esattamente come se voi, miniaturizzati, vi muoveste nella mente di un folle, uno che non è lì per caso, ma ovviamente ha una storia per essere lì, in un ospedale psichiatrico.

Libro bellissimo, intenso da fare male, di quelli da viversi così da ricordare ogni volta che guardi la luna che quella ha la faccia di Simon, il fratello di Matt, che muore dopo due pagine. Per questo se chiedi alla luna quella può risponderti solo sei pazzo. E credo sia questo il senso della luna.

Potrei andare avanti, ma sapete come sono. L’inchiostro della macchina da scrivere che si secca. Questo posto che sta chiudendo. C’è n’è abbastanza di significati nascosti per dar da pensare a chiunque. Per cui impilerò queste pagine insieme alle altre, e mi lascerò tutto alle spalle. Scrivere il passato è un modo per riviverlo, per farlo scorrere di nuovo davanti ai nostri occhi. Mettiamo i ricordi nero su bianco per farli vivere per sempre. Ma questa storia non è mai stata un tesoro da conservare, era più un modo per lasciare andare i pensieri. Non so come andrà a finire, ma so cosa succede adesso. Mi incamminerò lungo il corridoio, nelle direzione da cui proviene il brusio del party. ma non arriverò così lontano. Girerò a sinistra, poi a destra e aprirò la porta d’ingresso, spingendola con tutte e due le mani.

Non ho altro da fare oggi.

E’ un inizio.”

(N. Filer, Chiedi alla luna)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: