Chiacchiere nell’armadio

rack«Che caldo, non ne posso più di stare al buio, e poi avrei bisogno di una spazzolata, mi sento la polvere dappertutto. »

«Hai proprio ragione, anche a me sembra di perdere colorito in questa penombra desolante.»

«Fatela finita di lamentarvi, proprio oggi che mi sento così bene, di un colore acceso, fatto apposta per una giornata così.»

«Ma va là!? Ma ti sei visto? Verde vomito! Tu sei stato uno sbaglio, non dovresti essere qui, bada piuttosto a non gonfiarti troppo, che l’acrilico si strappa!»

«Pensa a te, stupido, che sei di tela e nessuno ti si fila, troppo complicato da portare a giro. Io invece acrilico o no, sono sempre pronto. »

«Alt, smettetela, non dimenticate che siamo di mattina e la mattina, si sa, è sobria, voi dunque sareste sbagliati.»

«Ma di che ciarlate? Avete dimenticato che giorno è?»

«Che c’entra che giorno è…. Il nero va sempre bene e il mio è perfetto in tutte le occasioni.»

«È sabato, sabato, sa-ba-to! Non si esce mai  il sabato mattina, non si lavora, si sta in relax, si fanno faccende, si sta in casa. Quindi la tuta è perfetta, rassegnatevi, oggi tocca  a me»

«Però…  sbaglio ….. ma qualcuno di voi è stato al supermercato in settimana?»

«Al supermercato? No, io no»

«Io nemmeno»

«Nemmeno io»

«Ecco, quindi oggi si esce, cara la mia tuta…. Oggi non ti tocca, vedrai, oggi prendo aria io. Gonna zingara e sahariana. Siamo due compagne fatte l’una per l’altra.»

«Mah…  vi piace così tanto ascoltarvi? Sarà che qui dentro ci sono invecchiato, so come va il mondo. Neanche ci state più voi, là fuori, siete out, fuori uso, proprio come me. Non datevi troppe arie, che siamo abiti stipati alla polvere e nessuno di noi vede la luce da quel dì. Questa è la verità.»

«Vecchio uccello del malaugurio, non è perché sei diventato vecchio (brutto lo sei sempre stato) che devi tirarcela a noi…. Magari ti gettasse via, e diciamola tutta, puzzi anche! Ma di che t’hanno fatto? Povero te, due lire spese male.  Sei diventato trasparente a furia di non vedere la luce…. Comincia a salutare il tuo futuro da straccio, magari sarai proprio tu il prossimo a levarci la polvere di torno!»

«Stracci siete tutti, e vedrete la fine che farete anche voi un giorno, si invecchia, e le mode passano, e le  persone pure. Vi illudete tutti i giorni di uscire da qui, ma da quand’è che non prendete aria? Io sarò vecchio e noioso, ma una faccia la so riconoscere, voi non fate che agitarvi e non capite un bel niente!  Ma l’avete mai guardata in faccia? Ma vi sembra che sia una faccia da indossare pois, fiori, frou frou… diciamolo, siete abiti deliziosi, ma siete inadeguati. Non sono più i bei tempi cari miei. Rassegnatevi!»

«Ecco, appunto, la tuta va  sempre bene, quale sia l’umore, o la stagione… vedrete, oggi uscirò io a godermi il sole. Ma state tranquilli che al mio ritorno vi racconterò tutto»

«Ehm…. Scusate…. »

«No, no, io sono giovane, fresco,  io non mi rassegno per niente, faccio venir voglia solo a guardarmi. È per questo che sono qui.»

«E perché io?  Guarda che azzurro, ispira vita nuova, voli  alti. Sto benissimo, sento che è la mia giornata.»

«Ehm…. Scusate… Posso parlare?»

«Che vuoi tu laggiù?»

«Lo so, sono inadeguato, non sono alla vostra altezza, sono vecchio logoro e nero, vivo sempre buttato in quest’angolo… ma vorrei ricordarvi che sono io che esco più di tutti, a colpo sicuro. La maglia è sempre la stessa, abita nel cassetto qui sotto, è  nera come me, ormai facciamo coppia fissa.»

«Ma sì ma sì…. Ma lo sai anche tu, è stato un caso, è stata la fretta negli ultimi tempi.»

«Ma quale fretta? Ma se non si va da nessuna parte! Ma dove volete che vi porti? Per camminare basto io. Vi piaccia o no.»

«Perché, vorresti dire che non starei bene nel verde di un bosco? O su un sentiero di ghiaia e di tigli?»

«E come no?!  Con quelle alette leggiadre sui fianchi sei perfetto, soprattutto se piove, o  se c’è fango, adattissimo sei! Metti le ali!»

«In effetti ha ragione…. Nessuno di noi è più adatto…. O forse è lei che non è più adatta a noi…  »

«Non vi montate la testa e non lamentatevi troppo,  vi assicuro che  me ne starei volentieri nel mio angolo, sono stanco di uscire ogni giorno, d’essere lavato ogni due giorni, steso, indossato scaraventato nell’angolo e via di nuovo così. È un’esistenza faticosa, cosa credete?  Sono io che uscirò anche oggi e badate che non è un buon segno per nessuno. Cari graziosissimi abiti, jeans, pantaloni, gonne e casacche. Non ci sono occasioni per voi. Quindi vinco io, se proprio volete vederla così.»

«Shhhh silenzio, ho sentito i passi, è l’ora.»

L’armadio si apre,  tra gli abiti serpeggia speranza, timore, rassegnazione e voglia, ma  la mano di nuovo raggiunge senza esitazione l’angolo da dove sfila i vecchi pantaloncini neri.

La maglia è già addosso.

03_02_armadio_a_muroRichiuse le ante, là dentro scende qualche lacrima e si ode qualche sospiro. La tuta rabbrividisce, e proprio non lo comprende, no, sussurra con amarezza:

«Ma perché quel coso vecchio? Io, comunque, sarei perfetta per le camminate. Ma perché non io, nuova come sono?»  Blatera e  si restringe di rabbia.

 

 

 

 

3 risposte a "Chiacchiere nell’armadio"

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  1. Davvero divertente! mmmmh…leggo di giudizi critici non combacianti, o bella! Qui si parla di divergenze d’opinione fra autore e giuria, mi sembra di capire. Ma.Daniela, credete veramente a queste cose? trovate interessante discutere sul ‘gusto’?. Che pratica oscena, direbbe wilde. Io dico che a quel punto tanto vale discutere sul sesso degli angeli,
    Ora capisco bene i problemi dello scrittore emergente o della piccola editoria. Non si è capito che senza un orientamento qualitativo si lasceranno i grandi monopoli liberi di decidere e controllare il mercato. I danni sono sotto gli occhi di tutti, La gente si lagna tanto e poi continua a fomentare divisioni e a perdere tempo sull’inconcludenza sterile dell’analisi fine a sè, ama perdersi nella palude delle valutazioni personali, nelle nebbie dell’autocompiacimento. Quella, se ti garba, la puoi fare al massimo, col fidanzato..Contenti voi… Vabbè scusa l’intromissione sig.ra Daniela, probabilmnt non ti frega nulla di queste cose.

    1. Non ho ben capito il contenuto del commento. L’articolo concepito con ironia era solo per dire che un’Istituzione che stimo e seguo, che lavora con serietà, nel mio caso ahimè, mi ha inviato una scheda di lettura che sembra un giudizio frettoloso che non mi ha aiutato. Al romanzo infatti sto ancora lavorando, consapevoli dei limiti. Per la cronaca non appartengo alla categoria di scrittori emergenti che si autocompiacciono. Saluti!

  2. ho fatto casino! in realtà il commento era per il post precedente. Sì, le critiche generali non erano rivolte a te, quella sul gusto invece sì. Però nel post precedente, come detto.

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