Nell’album
Galà della gratitudine 2019
Abbiamo ancora paura di Virginia Woolf? Scrittori, scrittrici e la letteratura calabrese (ma anche non)
Premessa: ieri su un post che segnalava un evento prossimo a Girifalco al quale parteciperanno alcuni scrittori calabresi, qualcuno ha scritto un commento sul fatto che sembra che in Calabria scrivano solo gli uomini, visto che a quasi tutti gli eventi passati e presenti sembra sono invitati soltanto gli scrittori, lamentando l’assenza delle scrittrici. Apriti... Continua a leggere →
Lettera alla Ministra Fedeli
Presunzione: atto o atteggiamento ispirato ad ambizioni o pretese orgogliose e indisponenti.
Chi Cammina
Camminatori e camminanti di Alessandro Banda Ci sono molti libri che parlano di chi cammina. Ma generalmente le rappresentazioni che tali libri danno del camminatore sono ingannevoli. O speciose. Il camminatore vi è descritto in luoghi insoliti. Egli procede, in quelle pagine, solitario per le sabbie dei deserti. Oppure attraversa abbaglianti distese di ghiaccio o si... Continua a leggere →
Scena da un matrimonio
(Parole e pensieri) “Leonida, amore, puoi spegnere la luce?” “Aiuto! Quando mi chiami Leonida sei arrabbiata...” “Ma è tardi Leo, non riesco a dormire con quella luce accesa” (Ma come ho fatto a sposare uno che si chiama Leonida?) “Sia dia il caso che anch’io, mia cara, non riesco a dormire e ho bisogno di... Continua a leggere →
11 marzo
Combattere mulini a vento
Lettera a mia madre
LETTERA A MIA MADRE
Cara mamma,
per me le parole non sono mai state facili: sono chiusa, un’ostrica con le valve serrate. La gente pensa io sia egoista, viziata, come lo sono tutte le figlie uniche. È stata dura vivere con questa me stessa. Tu sai però che non sono così, o almeno non più da quando c’è Maria Sole. Mentre scrivo lei è lì, placida, beata nella sua culla, sta facendo un sonnellino. Spero anche un sogno meraviglioso. Ne approfitto per scrivere una lettera che non ti darò mai. O forse sì. Chissà. Mentre guardavo mia figlia, quella parte di me che altro non desidera che svestirsi dai luoghi comuni dei giudizi altrui vorrebbe gridare. E ho deciso di scrivere quello che vorrei gridare. In fondo è una sola parola: GRAZIE.
Grazie perché so quello che non voglio per Maria Sole.
Grazie perché so che sarò una buona madre.
Grazie…
View original post 765 altre parole
8 gennaio
Raccontare la scuola con le sedie
