LE VOCI DEL MONDO

978880617371MEDOgni tanto dalla libreria spuntano libri che avevi dimenticato, succede e non sai perché l’hai abbandonato lì e non l’hai letto. È il caso di questo romanzo Le voci dal mondo dell’austriaco Robert Schneider. Mi viene però in mente che me l’aveva consigliato qualche anno fa mia cognata, musicista, definendolo un libro “forte”.
E insomma l’ho letto e ho capito cosa intendeva.
È la storia di Elias Alder, il giovane protagonista del romanzo, che è un genio della musica – ma più che della musica (che non conoscerà mai per intero) di tutti i suoni e le voci del mondo. Le sue doti ne avrebbero fatto un grande musicista, ma nasce nel piccolo, povero e  triste villaggio di Eschberg agli inizi dell’Ottocento.  Per questo non imparerà mai la musica, anche se la conosce per istinto e incredibile talento. In più le sue strane doti – che lo rendono “diverso” – lo costringono alla solitudine. Inizialmente perché la sua stessa famiglia lo tiene segregato e successivamente perchè tutti i compaesani diffidano di questo ragazzo “dagli occhi gialli”.
Nessuno, fuori dal piccolo villaggio, saprà mai della sua esistenza e del suo talento e la sua vita “non è che un triste bilancio di omissioni e mancanze: commesse da tutti coloro che intuirono forse il grande talento del ragazzo, lasciandolo poi deperire per indifferenza o pura stupidità”.
Elias vivrà due passioni totalizzanti e distruttrici: la musica e l’amore per Elisabeth, della quale sente i battiti del cuore quando ancora lei è una bambina.
Storia di un talento tradito, della condanna di esseri umani dalla sensibilità diversa che hanno la sola colpa di nascere in ambienti bigotti e arretrati, delle possibilità mancate. È come se Dio ti scegliesse e ti facesse un regalo meraviglioso, ma poi ti condannasse a non aprire la scatola. E intanto gli altri intorno ne sono gelosi, e tu non puoi fare altro che andartene sulla tua pietra sul fiume ad ascoltare le voci del mondo e a condannarti a un’insonnia forzata, perché “chi dorme, non ama”.
“…. A Eschberg viveva un giovane a cui fu data in sorte una grossa croce da portare. Aveva infatti, fin dalla nascita, gli occhi di un giallo intenso e questo difetto gli provocò terribili sofferenze. Era un uomo estremamente riservato, tanto che nessuno riusciva a leggergli nell’animo. Ma un giorno quell’uomo misterioso era salito all’organo della chiesetta e aveva suonato così meravigliosamente bene da costringere la gente a metter mano ai fazzoletti per la commozione. Eppure quell’uomo non aveva mai studiato l’organo in vita sua. Alcuni anni più tardi era sparito senza lasciare traccia. E non era più ritornato. Lei però era convinta che fosse ancora vivo: forse era andato via da Eschberg perché non era riuscito a trovarvi il suo amore. Là, dove c’era la grande pietra levigata dall’acqua, era il suo luogo preferito.
Il primogenito, dandosi arie da adulto le chiese: – Che cosa vuol dire amore?
“Che cosa vuol dire?”  – rise la Lukasin, gli baciò il lucido nasino a patata e gli tirò il cappuccio sulla testa. Aveva ripreso a piovere.

Libro bello e struggente.

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