La ricchezza e gli anni settanta

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La ricchezza è il felice esordio letterario di Marco Montemarano, che ha vinto un premio prestigioso, la prima edizione del Premio Letterario Neri Pozza.

Io questo libro l’ho ricevuto in omaggio, dopo aver scritto un post sulla pagina face book di Neri Pozza e aver ricevuto il maggior numero di “mi piace” per una breve riflessione e/o ricordo dei famigerati anni 70/80 e la cosa mi ha fatto davvero piacere (anche in considerazione dell’alto numero di libri che divoro negli ultimi tempi)

Veniamo al romanzo:  è la storia di Giovanni che per una serie di vicissitudini vive gli anni del liceo a stretto contatto con la famiglia Pedrotti, stringendo rapporti d’amicizia/amore con tre strampalati fratelli, legati da rapporti conflittuali, un padre onorevole e una madre assente. Fabrizio, grande e grosso, giocatore di rugby, Mario un ragazzo fragile e gracile che si muove in casa come una sorta di fantasma e soffre di una strana patologia. Infine Maddalena con la quale Giovanni stringe una relazione clandestina.

Trama originale, tutta giocata sui rimandi passato-presente, scritta con uno stile asciutto e veloce, essenziale.

Libro che mi è piaciuto davvero molto, del quale mi sfugge un unico particolare: la bella foto in bianco e nero in copertina rimanda alla giovinezza, che è tema del libro. Ma degli anni famigerati in cui il romanzo si svolge e sui quali sembra puntare la promozione di questo romanzo, non ho trovato che una blanda presenza nei riferimenti alla musica, all’onorevole Pedrotti forse vittima di un agguato delle BR (cosa che non è), all’hashish e alle frequentazioni di Maddalena. Ma della creatività, del fervore, della febbre di quegli anni si respira ben poco.

Il libro è più una sorta di diario privato, malinconico e amaro, che narra le illusioni di un’età in cui tutto sembra possibile.

“Di quella giornata ricordo tutto.

Ogni parola.

Ogni passo.

La foto è del 1980 ed è calda come quel piatto di riso che attraversò i sette mari.

Ci siamo io, Mario e Fabrizio sul prato di Villa Ada.

Dietro di noi si intravede una palma storta che oggi non c’è più.

I due fratelli non si vedono da dieci mesi e sono contento di averli fatti incontrare.

Davanti a noi c’è una macchina fotografica.

È la mia Praktica LTL2

Un braccio di Fabrizio avvolge le spalle di Mario, che guarda con un occhio simile a una goccia di inchiostro.

Mario sembra sospeso tra due impulsi opposti, quello di slanciarsi verso suo fratello Fabrizio e quello di tenersene alla larga.

Io sono accucciato dietro di loro e la mia faccia spunta dalla cornice formata dei loro fianchi.

Sembra un fotomontaggio.

E ora so che se mi sono infilato tra di loro è perché non ho una vita mia.”

La ricchezza, Mario Montemarano, Neri Pozza Ed.

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