Quando la ragione non basta, nasce la letteratura

Alessandro Bastasi, La metamorfosi della ragione, Qed

Ho avuto il privilegio di leggere e apprezzare alcuni romanzi di Alessandro Bastasi: La scelta di Lazzaro, La seconda volta, entrambi editi da Divergenze e Qof, Arkadia, ma in questo romanzo  ho trovato mondi di carta stratificati, da separare e sollevare uno alla volta, pagina dopo pagina, e mi sento di affermare che è il più bello tra quelli letti (anche se non mi piace fare classifiche e dare gerarchie alle letture, ogni libro è un mondo a sé).

Durante la lettura di questo romanzo, ogni tanto ho avuto bisogno di fermarmi, rileggere, connettere, comprendere.

Ci sono romanzi che raccontano una storia e altri che finiscono per coinvolgere e interrogare il lettore: La metamorfosi della ragione di Alessandro Bastasi appartiene alla seconda categoria. È un libro che invita a riflettere, a mettere in discussione convinzioni.

Lo stesso protagonista ha costruito la propria esistenza sulla razionalità: un ex insegnante di matematica e fisica che ha sempre creduto che ogni fenomeno potesse trovare una spiegazione logica, che la realtà fosse un insieme ordinato di cause ed effetti.

Guardo fuori attraverso una finestra spalancata e vedo un muro di mattoni rossi. Mi piace stare seduto su una sedia a fissare quel muro, a sovrapporre immagini, a volte a colori, a volte in bianco e nero, quasi fosse una tela e io fornito di una tavolozza virtuale. Quando piove il muro assorbe l’acqua e lo fa scivolare giù. Come lacrime, direbbe il poeta. Ma a me espressioni come questa fanno rizzare i pochi capelli che ho sulla testa. Scivola giù o viene assorbita in funzione della gravità o di precisi fattori chimico-fisici. E questo è quanto.”

Questo è quanto:  poi però c’è la vita, e la vita incrina le certezze più solide: con l’età e l’avanzare del tempo, sentimenti quali la nostalgia e il rimpianto rischiano di capovolgere le sue convinzioni, lo rendono fragile.

L’uomo (che avrà un nome che non gli appartiene nel corso del romanzo) conduce una vita monotona, in solitudine, senza grandi scosse, ma a un certo punto accade qualcosa che fa deragliare le sue abitudini:  incontri inattesi, presenze inspiegabili, sdoppiamenti di piani spazio-temporali ed ecco che quel mondo prevedibile, razionale, logico, comincia a mostrare le prime crepe.

Ciò che mi ha colpito maggiormente è il modo in cui Bastasi accompagna il lettore in questa trasformazione: è tutto sfumato, i piani si confondono e non ci sono le risposte che si cercano. L’autore suggerisce, lascia spazio al dubbio, ed è così che mostra come la ragione non sia un limite da abbattere, ma uno strumento che completa l’intuizione, l’empatia, la capacità di accogliere ciò che sfugge a una spiegazione.

La scrittura è raffinata, ma non è mai esibizione, non si perde il contatto con l’umanità dei personaggi. Lo stile è ricco di riferimenti letterari, filosofici e mitologici, talvolta vere e proprie citazioni che l’autore riporta (Beckett, Pessoa, Kafka, Sartre, Battiato, Joyce) e che conferiscono profondità al testo senza risultare esercizi eruditi. Il lettore è chiamato a partecipare alla narrazione, cogliendo rimandi, significati nascosti che arricchiscono la vicenda.

È un romanzo denso che richiede una lettura lenta, ma è proprio questa densità a rendere il romanzo così particolare. Ogni capitolo sembra aggiungere un tassello a un mosaico che si rivela solo nelle pagine finali.

Ho apprezzato il coraggio dell’autore nel proporre una narrativa che non rincorre l’azione: qui il movimento è interiore. Le svolte più importanti avvengono nella coscienza del protagonista, in modo quasi impercettibile.

In un panorama editoriale spesso dominato da trame veloci, concepite e scritte per essere consumate in fretta, La metamorfosi della ragione è una scelta diversa.

L’autore che ti guarda e ti dice: ehi tu, prenditi il tuo tempo, l’attenzione, la disponibilità, altrimenti lascia perdere, leggi un qualsiasi romanzetto che ti intrattenga.

Poi, il finale, un fuoco d’artificio che ti lascia stupito, meravigliato, come i bambini davanti allo spettacolo pirotecnico: pura parola come brezza notturna”.

Devo dire mi ha commossa, ero totalmente presa: il richiamo al senso della Letteratura

“Dunque divento… sono un personaggio, inserito in una trama…”

“Oh, ai nostri fini la trama non è importante, è un mezzo, uno strumento. Conta il linguaggio, la trama parla soltanto alla ragione. E tu, prima ancora di essere un personaggio, sei linguaggio, libero da ogni costrizione narrativa, da qualunque imposizione di maniera”

E forse il pregio più grande di questo romanzo è  ricordarci che la vera metamorfosi non riguarda soltanto il protagonista, ma può coinvolgere anche chi legge.

Pagine che scorrono, intense, che danno corpo anche ai silenzi, in un romanzo che non si legge, si abita

IL ROMANZO

Un uomo, ex insegnante di matematica e fisica, ha una visione della scienza e della realtà molto rigida. Dopo una vita d’insegnante di liceo senza infamia e senza lode, vive in un monolocale, solo, incontrando sporadicamente al bar vecchi amici e colleghi con i quali condivide le delusioni di un’esistenza priva di luci, nel corso della quale anche i rapporti con il mondo femminile sono stati affrontati in maniera superficiale e autocentrata. È in seguito all’incontro con stravaganti personaggi, in primis Lupo con il suo cane Argo, che inizia per il protagonista una sequenza di eventi stranianti rispetto alla routine quotidiana, tra i quali l’apparizione delle figure femminili del suo passato. Da questo momento la narrazione procede su diversi piani temporali, in un percorso che porterà il nostro uomo a mettere in discussione le proprie convinzioni rigidamente razionali e a perdere la propria fragile identità esteriore, penetrando sempre più nella profondità del proprio Io e in quella di un Io ancora più ampio. Sarà infine l’incontro con Irene a fargli ritrovare dentro di sé un nuovo archetipo femminile, che lo spronerà a prendere coscienza, in prima persona, della natura della caverna nella quale si dibatte l’ignara umanità. Solo allora, in una nuova missione di salvezza nei confronti dei reclusi nella stanza delle ombre, il protagonista potrà dare un senso al proprio essere.

L’AUTORE

Alessandro Bastasi è nato a Treviso nel 1949. Laureato in fisica, a 27 anni si è trasferito a Milano, dove attualmente vive. Nel passato è stato attore e autore di numerosi articoli di argomento teatrale per riviste del settore e quotidiani. Dal 1990 al 1995 ha trascorso lunghi periodi all’estero, in particolare a Mosca tra il 1990 e il 1994, e in India, Cina, Vietnam e Medio Oriente tra il 1994 e il 1995. Ha pubblicato i romanzi La gabbia criminale (2010) e Città contro (2012) con Eclissi Edizioni; Era la Milano da bere (2016), Morte a San Siro (2017), Notturno metropolitano (2018), Milano rovente (2019), Milano e i pensieri oscuri (2020) e Omicidi a Milano (2022) con Fratelli Frilli Editori. Con Divergenze Editore nel 2020 ha pubblicato La scelta di Lazzaro e nel 2023 La seconda volta. Nel 2024 con Arkadia Edizioni ha pubblicato Qof. Suoi racconti sono presenti in varie antologie e siti letterari.

RECENSIONI PER APPROFONDIMENTI

Martino Ciano su Borderliber

https://www.borderliber.it/la-metamorfosi-della-ragione-bastasi-nellaltrove/

Emanuela Stella su Glicine Rivista

https://glicineassociazione.com/recensioni-la-metamorfosi-della-ragione-alessandro-bastasi/

Vincenzo Mazzaccaro su Sololibri.net

https://www.sololibri.net/La-metamorfosi-della-ragione-Alessandro-Bastasi.html

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